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Visualizzazione dei post da marzo, 2023

Venezia

 Una città romantica dove vorrei trascorrere altri momenti, insieme a un amore: di un momento, una settimana, un anno, non importa; vorrei quell'amore che non sento più, perso e non ritrovato. Ho tanta attrazione per un viso che mi guarda in un corridoio buio, due occhi luminosi e curiosi che non sono nei miei, ma sfuggono verso mete e obiettivi. Io non ne ho. Ancora rabbia e tristezza in me, e non riesco ad uscirne. E i miei occhi piangono, il mio cuore piange, perché il cervello non placa la lucida decisione di capire...che non ho speranze.

16.3

 È stato bellissimo, senza pensieri, senza ascoltare, senza affezionarsi troppo. E tutto arriva. I baci, le carezze, il desiderio e poi ripetere il desiderio. Un sogno? O son desta? Non so dove potrebbe andare il destino, ma i miei occhi si illuminano di desiderio e arrivo a vette tempestose, in momenti di fuoco, senza fatica ma con piacevolezza. Non voglio più niente, se non vivere. E oggi non guardo la rabbia e il risentimento: provo la dolcezza di una zeppola, il salato di una pizza, un bacio leggero e tanta voglia di essere.

Il tempo che rimane

 Vedermi con gli occhi di un altro e sentirmi invisibile. Mi saluta, mi guarda, mi abbraccia, ma non mi vede, perché la sua strada è lontana dalla mia, costellata di nubi buie che stanno arrivando ad avvolgermi. Amo e odio il mio corpo per quello che è. Lo uso per sentirmi completa, io così limitata e senza pezzi che ho lasciato lungo il cammino. Mi sto disgregando in un amore non corrisposto, mi devo bastare, accontentare di poco o niente. Riesco ancora a gioire come una pazza, ma senz'anima, quella l'ho persa tanti anni fa, sbagliando.

Sospesa

 Giro pagina ma la storia non va avanti. Mi sento vecchia e giovane. Mi vogliono ma non li voglio. Oggi in montagna, domani vanno tutti alla corsa in rosa, io altrove. Sono in un momento dove non ho risposte, non prendo decisioni, ho tanti problemi e nessuna soluzione, perché mi costano fatica e io sono stanca.

Resisto

 Marzo, un mese che racconta la pazzia. Ti osservo e nei tuoi occhi cerco qualcosa, ma il tuo sguardo sfugge, come se i pensieri fossero pesanti. I sentimenti degli uomini sono differenti: vivono di momenti e passioni con poca profondità. Certo soffrono, ma è un dolore sordo che li rende distanti, perché non sentono empatia. La natura li ha forgiati cacciatori, non potrebbero commuoversi per l'animale che uccidono. Le donne vivono empatie, perché devono capire i bisogni della terra e della prole, per crescere le piante e i figli. Non si cambiano gli istinti e gli istanti. Bisognerebbe capirsi e scambiarsi. Ho provato ad essere cacciatrice, ma in profondità ritorno donna, anche se non mi sento più completa, e ritorno al focolare, vuoto, dove mi sento parte di una famiglia solitaria. Sto imparando a volermi bene, anche se è  tardi per vivere senza essere preda.