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Visualizzazione dei post da dicembre, 2020

Ultimo

 Quante volte ricominciare credendo che il prossimo giorno sia migliore. La luce dell'alba si affaccia, a volte illumina, a volte si perde nella nebbia; talvolta ci si sveglia avvolti nell'ovatta della neve. Ma all'apice della giornata siamo ancora illusi che tutto duri per sempre. Così fino al tramonto. Strizziamo gli occhi cercando un punto fermo, ma invece sono le lacrime a pungere le pupille. Quel desiderio quieto che si sta assopendo, ma che rincorriamo per non farci sfuggire un attimo di fulgore. Il crepuscolo ci illumina ancora, ma ci coglie impreparati al buio della notte. Sappiamo che un altro giorno risorgerà,  ma non per noi.

Serenità

 Dopo aver raggiunto l'apice si può solo scendere. Cerco il mio equilibrio precario nella quotidianità.  Ero migliore? Ero peggiore? Sicuramente ora ho tracciato un percorso che posso cambiare ogni momento se voglio. A volte non posso.

Rabbia

 Quando non riesco a contenere quello che ho dentro e devo sfogarmi. Mi ero catatonizzata in un anno di false realtà. Adesso vedo chiaramente ma non mi rende felice. Non ho niente di mio e per me. Tutto andato, tutto mi ha deluso. Forse sono io a deludermi di non riuscire a cambiare e quello che sono è la parte sbagliata da vedere. Nella vita in pochi momenti sono stata me stessa, quella che volevo essere e sentirmi, dentro il cervello, nel cuore e con il corpo.

Tajin

 Mi sento un secondo piatto berbero. A volte di carne a volte di pesce. Cuocio piano ma non piaccio a nessuno. Per necessità la pentola è di coccio, come me, con una forma a cono che non si può riporre.... Bisogna avere un fuoco adatto per scaldarla, meglio starci lontano. Ma quando scoperchi e senti l'aroma e lo assaggi, capisci che ne è valsa la pena aspettare per avere sapore e calore.

Luci e spettacolo

 Ho già fatto l'albero di Natale e acceso le luci a intermittenza sul balcone. Comprato alcuni regali e la ghirlanda alla porta. Mi sono presa momenti per pensare e altri per correre. Che regalo vorrei per le feste? Serenità.  Un sorriso sincero, una stretta di mano, un abbraccio fraterno, un bacio schioccato,  una cena a lume di candela accanto a un camino, uscire di casa senza pensieri, rotolarmi nella neve o correre al caldo sole invernale in riva al mare, prendere un aereo per una meta vicina piena di gente, salire su un autobus e sorridere. Vorrei la semplicità che avevo e non ho più.  Vorrei mangiare una pizza in mezzo alla gente, prendere un caffè in piazza San Marco a Venezia, ballare e ridere e andare a teatro. Ascoltare opera lirica e vedere un film ridendo con gli altri. Vorrei andare in piscina e nuotare, in un museo e sospirare davanti alle opere d'arte. Vorrei che lo schermo del computer e della tv rimanessero uno strumento e non una finestra sul mondo....