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Visualizzazione dei post da ottobre, 2022

Cappuccetto Rosso

 Oggi è il compleanno della mia bambina ormai cresciuta, ora  lei è mamma e ha un bambino. Ma voglio dedicarle una fiaba. Non di principesse come piacerebbe alla sua immaginazione, perché ormai ha capito che le favole finiscono male, ma vorrei reinterpretare cappuccetto Rosso, da un altro punto di vista. C'era una volta un lupo che viveva tranquillo nel suo bosco, scorazzava a inseguire prede e poi si riposava sotto un albero. Ascoltava gli uccellini cantare e aveva una bella tana quando il tempo era brutto. Poi un giorno costruirono una casa nel bosco, invasero il suo spazio, venne ad abitare una signora anziana che cercava le erbe, ma disturbava le sue prede. E così il lupo non riusciva più a cacciare, a nutrirsi. Doveva scappare dai cacciatori che sparavano alle lepri e ne uccidevano più del necessario. Chiassosi e arroganti lo inseguivano e lui doveva correre affamato. Poi un giorno vide una bimba nel bosco che andava dalla signora anziana. Portava buona roba da mangiare, ...

Rosario

 È morta. Ma era già defunta la sua anima. Di lei viveva un corpo con fatica. E con fatica sopravviveva. Poi l'epilogo dove ogni cosa sembra aver raggiunto la pace. Ma un rosario minimalista mi lascia basita: dov'è la consolazione nella nenia, nel ripetere come un mantra la preghiera al padre e alla madre? Devo sciogliere questa cattiveria nelle lacrime, lasciarmi alle spalle tutto, voltare pagina, accettare le sconfitte e cercare altre imprese. Ma sono stanca di lottare, di perdere. Non sempre si può vincere, ma continuare a piangere ed essere affranta non è vita e nulla mi consola.