Rosario

 È morta. Ma era già defunta la sua anima. Di lei viveva un corpo con fatica. E con fatica sopravviveva. Poi l'epilogo dove ogni cosa sembra aver raggiunto la pace. Ma un rosario minimalista mi lascia basita: dov'è la consolazione nella nenia, nel ripetere come un mantra la preghiera al padre e alla madre? Devo sciogliere questa cattiveria nelle lacrime, lasciarmi alle spalle tutto, voltare pagina, accettare le sconfitte e cercare altre imprese. Ma sono stanca di lottare, di perdere. Non sempre si può vincere, ma continuare a piangere ed essere affranta non è vita e nulla mi consola.

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