Cappuccetto Rosso

 Oggi è il compleanno della mia bambina ormai cresciuta, ora  lei è mamma e ha un bambino. Ma voglio dedicarle una fiaba. Non di principesse come piacerebbe alla sua immaginazione, perché ormai ha capito che le favole finiscono male, ma vorrei reinterpretare cappuccetto Rosso, da un altro punto di vista. C'era una volta un lupo che viveva tranquillo nel suo bosco, scorazzava a inseguire prede e poi si riposava sotto un albero. Ascoltava gli uccellini cantare e aveva una bella tana quando il tempo era brutto. Poi un giorno costruirono una casa nel bosco, invasero il suo spazio, venne ad abitare una signora anziana che cercava le erbe, ma disturbava le sue prede. E così il lupo non riusciva più a cacciare, a nutrirsi. Doveva scappare dai cacciatori che sparavano alle lepri e ne uccidevano più del necessario. Chiassosi e arroganti lo inseguivano e lui doveva correre affamato. Poi un giorno vide una bimba nel bosco che andava dalla signora anziana. Portava buona roba da mangiare, ma il lupo non osava prendersela con la cucciola di donna, nella sua mente ideò un piano. Andò fino alla casa nel bosco e visto che aveva fame divorò la nonna che essendo vecchia doveva morire prima dei giovani, questa è la natura. 

Soddisfatto del lauto pasto si allontanò. Ma la bambina cercava l'anziana parente, allora il lupo finse di essere la nonna per ricevere il cibo che la bambina portava nella cesta. La bambina si accorse che non era la sua parente e il lupo per difendersi scappò, ma  cappuccetto Rosso chiamò il cacciatore che uccise il lupo. Nel bosco non ci fu più un lupo, né una nonna, e quindi l'ecosistema vide proliferare tanti erbivori, conigli e altri animali, che divorarono gli orti dei contadini che in breve rimasero senza cibo e dovettero lasciare il paese. Morale della storia: il lupo non è cattivo se lasciato libero di vivere.


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