Amarezza
Ho odiato il periodo Covid per la chiusura, il distanziamento, farci sentire soli, obbligarci a non fare nulla, abbandonare gli ammalati, isolarli, tenere i bambini lontani dal gioco e dalla gioia, non poter seppellire i morti, gioire con i vivi, ridurre ogni occasione di vivere per paura di morire. L'apoteosi è stato l'obbligo di un lasciapassare verde subordinato a una vaccinazione facoltativa sperimentale che non aveva certezze. Se tutto questo non bastasse....perdita di tutte le libertà civili e sociali, ordinanze assurde non giustificate da una malattia che per il 90 per cento aveva asintomatici, e poca mortalità. Convincere le persone con i mezzi di informazione invece di informarli, vietare il ballo visto come mezzo di diffusione della malattia, che ormai era l'unico argomento. Volevo solo vivere e non sopravvivere. Avere accanto le persone care, farmi scaldare dal sole, visitare un museo, andare al mare e in montagna. E poi....nonostante tanti vaccini e patimenti e morte inutili con cure sbagliate...nonostante tutto...il tempo è passato, ma le assurdità no. Un'amica di vecchia data era ricoverata in un ospice per malati terminali. Permesse due persone al giorno per visita: legge dettata dal Covid....certo paura di infettare una malata terminale....e lasciarla sola...non ho avuto la possibilità di farle visita, quel giorno già due persone erano andate a trovarla....questa è la pietà del Covid, aver inventato regole assurde e le persone hanno dimenticato di avere un cervello che permette di ragionare...e così vacciniamo i fragili....che sono gli anziani...e dimentichiamo i giovani, che hanno creduto alla pandemia e si sono adeguati.. perché hanno ancora una vita davanti, e accettano lavori non pagati o sottopagati e soprattutto non credono più in loro stessi, ma in un ideale falso e assurdo. Ho tanta amarezza e dolore, che si somma a leggi assurde per andare in pensione, alla mia salute precaria, a una distanza da tutto e tutti che mi fa soffrire. Dentro di me la bambina piange, per essere stata abbandonata dalla Patria in cui credevo, da amici che preferiscono il gruppo per essere accettati rispetto al dialogo sincero, dagli uomini che credono nel loro dolore ma non vedono quello che arrecano, dai rapporti superficiali e d'immagine senza profondità. Non provo neanche più soddisfazione in un rapporto carnale, di cui conosco l'epilogo e non la profondità. I figli saranno il mio futuro.. e allora si sciolgono le spigolosità e mi coglie la paura, di aver sbagliato con loro e doverli abbandonare per l'ineluttabile destino della vita.
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