Scrivere e non leggere

 Sono in estasi per un pensiero vero che sta scappando e non ritorna. Ogni volta è magia che finisce, in cui non credo e che ha una scadenza. Rigenerare è un obbligo personale,  infranto mille volte con il dovere. Leggo molte parole che non capisco ma comprendo i miei limiti fisici e morali. Lavoro, lavoro e poco tempo  oppure troppo in solitudine per non vivere. Sento una sofferenza attorno che mi bagna come questa nebbia umida e non riesco a vedere. Sporgo lo sguardo a cercare un contatto che sfugge, perso in nuove scritture.


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